lunedì 31 dicembre 2012

Tutto vero, dunque


Per farsi un’idea sulla vicenda c’è solo quanto sta nella sentenza che condanna Marco Pannella a risarcire con 250.000 euro una segretaria che per dodici anni ha fatto lavorare dieci ore al giorno, sei giorni a settimana, senza concederle ferie, omettendo il versamento dei dovuti contributi assicurativi e previdenziali, e pagandola in nero. Te lo aspetteresti dal cinese che ha una fabbrichetta clandestina nel sottoscala di un condominio della periferia romana, non da uno che sta in perenne posa da campione della legalità. Avrai letto male, ti dici, si tratterà di un mozzo che lavorava sullo yacht di Briatore, di una colf che lavorava per la Santanché, del portaborse di Scilipoti. Leggi meglio: si tratta proprio di una che era segretaria di Pannella, leggi che è stata licenziata in tronco appena ha chiesto che la sua posizione fosse regolarizzata a norma di legge. Possibile? Non è possibile, pensi, dev’essersi trattato di un errore giudiziario. Sentiamo cosa dice il condannato, dici, senza dubbio vorrà chiarire…
Macché, Marco Pannella tace. Tace pure il suo cerchio magico, che d’altronde parla solo a comando. Alla faccia dell’indipendenza del giornalista dal suo editore, tace pure Radio Radicale, che di solito è prontissima a rilanciare, e con grande enfasi, anche il più fuggevole inciso che nel corpo di una breve a pagina 36 lo citi solo di striscio. Macché, tre articoloni su la Repubblica, su Libero e su Il Tempo, e sono articoli che lo smerdano di brutto, ma Stampa & Regime li liquida con una laconica segnalazione in coda, meno di 30 secondi netti in tutto. Allora aspetti la consueta conversazione domenicale tra Marco Pannella e Massimo Bordin, pensi che almeno lì non si potrà fare a meno di commentare la faccenda. E invece niente, si rumina di tutto, ma la sentenza della Sezione lavoro e previdenza della Corte di appello di Roma che riconosce fondate le ragioni di Giuseppina Torrielli non è in scaletta. D’altronde, tra i fedelissimi non è partita la solita gara a chi sappia difendere meglio l’indifendibile – stavolta non si azzarda a farlo neppure il più cretino – segno che la consegna è ferrea, ed è quella del silenzio, mentre i pochi imbarazzati balbettii sui social network dell’area radicale si spengono subito nel niente.
Tutto vero, dunque. Un po’ triste, per chi ancora pensava che «tutti tranne i radicali». Per chi si stupiva che ci fosse ancora chi lo pensasse davvero, invece, è divertente.

12 commenti:

  1. Nooooooooooo (il sottoscritto si fa esplodere con un botto gigante chiamato MAYA SPREAD)

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  2. Bella l'immagine. Un po' di omertà non guasta anche tra i radicali.

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  3. Faccio fatica a seguire attentamente la domenicale conversazione tra Pannella e Bordin (neppure capisco, se è per questo, come faccia quest'ultimo a comprendere i contorsionismi verbali di Giacinto detto Marco). E siccome con un orecchio ascolto quel programma, ma con la testa mi distraggo spesso e volentieri (pena la catalessi), ho pensato che quando domenica non ho sentito nessun riferimento alla questione della segretaria, fosse perché mi era sfuggita. Invece mi confermi che non hanno detto niente, e allora mi chiedo se non va a farsi benedire anche la presunta (presunta per me), buona fede di Bordin. E pensare che spesso Bordin aveva polemizzato col nonno. E che ancora adesso (ma dopo le liti è più prudente), sembra ogni tanto prenderlo per i fondelli.

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  4. Scusate ma Bordìn è un professionista serio e attacca il carro dove vuole il padrone. Chiedere un comportamento diverso sarebbe andare contro la deontologia della professione. Il caso della segretaria non è il primo e non sarà l'ultimo dato che vi sono altri cas simili

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  5. beh, certo, mettere sullo stesso piano una vicenda del genere con quello che fanno tutti i partiti (si, caro mal vino, tutti tranne i radicali), offende l'intelligenza di chi ti legge e stima(va)...
    per non parlare di quell' attacco infame al digiuno di pannella che hai scritto nell'altro post... veramente squallido, complimenti!

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    1. Sì, ma da anonimo questo commento non vale un cazzo. Dimmi chi sei e vediamo perché definisci "infame" un post argomentato e documentato. Sei uno della setta, senza dubbio, peraltro non hai un grammo di fegato, perché non sei capace neppure di firmarti. E io dovrei sentirmi scosso da quello che scrivi? Ma va' a cagare, pannelloide.

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  6. "Giuseppina è stata la più stretta collaboratrice di Marco e del primo Gruppo radicale per molti anni.
    Non è l'unica ad essere stata pagata in nero, e non è l'unica ad avere fatto causa ed aver vinto.
    la novità è che la causa l'ha fatta direttamente a Pannella, vincendo."
    Questo scrive Enzo Cucco,radicale storico che conosce bene tutto e tutti.
    Sul sito dei radicali-Piemonte si taglia con il coltello lo sconcerto,unito a disagio,un po'(solo un po') di nausea,qualche debole e vano tentativo di trovare uno straccio di scappatoia o di giustificazione alla sporca faccenduola.

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  7. In effetti il collega anonimo non ha tutti i torti, se si fanno confronti assoluti e non relativisti... In fin dei conti il pannellismo ha rubato all'Italia solo qualche decina di milioni, ma se lo rapportiamo al peso elettorale e alla efficienza delle battaglie fatte gli esiti sono nefasti e più che vomitevoli
    Secondo me il titolare qui è stato troppo gentile e avrebbe potuto affondare di più il bisturi su questa politica schizoide basata su lugubri digiuni a 600 euro a notte e flebo varie
    Ma che senso ha?

    Tanti cari saluti dallo zio peppe

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  8. Giuseppe Rossodivita: «Non abbiamo ceduto alla minaccia di diffondere questa notizia." Con tanti saluti a chi sostiene che i "partiti debbano essere case di vetro"

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  9. volpi The lord of the flies

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  10. Volpi Comunque fino a quando il proprio voto ha qualche speranza di modificare in meglio è meglio votare. Lo schifo per la malattia non deve essere motivo di inazione nel medico.

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