venerdì 7 giugno 2013

Eccheccazzo!

Non so a voi, ma a me Filippo Facci piace tanto, d’altronde mi pare di averlo già detto in due o tre occasioni. Innanzitutto, condivido sei volte su sette ciò che scrive. Poi, trovo che lo scriva in modo assai brillante. In più, cosa alla quale personalmente do enorme importanza, penso abbia la rara virtù di non cedere mai alla tentazione di fare il ruffiano col lettore, un vizio che è così comune in chi vive di ciò che scrive, ma che ritengo insopportabile. Per tutto questo, e per quell’id cui non so dare un nome, e che a torto o a ragione mi sembra di poter presumere, lo trovo assai simpatico anche sul piano umano.
Ciò detto, occorre dire che nessuno è perfetto, e anche a lui, volendo, si può trovare qualche difetto. Il peggiore, a mio parere, è la sua insana passione per Richard Wagner, ma qui siamo in tema di gusti, e i gusti sono gusti, e insomma si può chiudere un occhio. Volentieri lo chiudo anche sul fatto che talvolta si conceda pose da vanesio, perché in fondo, via, manco è un difetto: ci casca pure chi non può permetterselo. La cosa che più mi dà fastidio, invece, è che scriva su Libero, un giornalaccio che m’imbarazza tenere in mano anche per i due minuti che servono a leggere il suo Appunto quotidiano. Anche su questo, tuttavia, riesco a chiudere un occhio: quando sei fuori dal mainstream, difficilmente ti assumono a la Repubblica o al Corriere della Sera. D’altra parte, anche scrivendo per Libero, Filippo Facci non ha mai esitato a prendere posizioni che avrebbero fatto storcere il muso al lettore-tipo di quella testata, ed è infatti accaduto che qualche muso si sia storto, in passato, ma senza ch’egli abbia ceduto un millimetro, saldo nel pie’ come Siegmund quando palleggia la lancia.
Poi, certo, il pie’ è pur sempre pie’, e capita che possa pestare una merda.


Come si possa scrivere un corsivo sul presidenzialismo, sul rischio che il populismo lo possa trasformare in un serio pericolo per la democrazia, sull’immaturità degli italiani che ciclicamente si fanno abbindolare dal primo arruffapopolo che passa, come si possa citare Craxi, Di Pietro, Grillo, riuscendo a non nominare Berlusconi, né a sfiorarlo neppure in ellissi  beh, con tutta la stima, tutta l’ammirazione e tutta la simpatia, non si capisce, e onestamente fa girare le palle.
Perché si parla di presidenzialismo? Perché Berlusconi pensa di poter salvare il culo rifugiandosi al Quirinale. E tu, biondo eroe senza paura e senza macchia, riesci a tenerlo fuori dal tuo corsivo? Eccheccazzo!  

17 commenti:

  1. Hai ragione, ma questo non altera nulla del suo ragionamento!

    P.S.
    l'articolo è anche nel suo blog:
    http://www.ilpost.it/filippofacci/2013/06/07/fidarsi-e-bene/

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  2. In questi ultimi dieci anni (prima non saprei) ha scritto cose imbarazzanti a difesa di B: davvero eri d'accordo sei volte su sette? A me piace solo quando parla di diritti civili.

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  3. Filippo Facci, che è persona intelligente, è però caduto nell'equivoco comune a molte menti pensanti più o meno orbitanti nella galassia del centro destra (Punzi ad es.), e cioè il falso sillogismo per cui siccome tanti antiberlusconiani sono faziosi, ossessionati e/o in malafede, l'antiberlusconismo è una patologia da estirpare e non la semplice constatazione che Berlusconi è una delle sciagure che si sono abbattute sul nostro paese (non l'unica, ma una delle peggiori), fatta anche da persone che magari non stravedono per la controparte politica e non si rifanno necessariamente alla tradizione del PCI.

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  4. Proprio per questo Facci è pericoloso. Il suo target sono, o meglio, sarebbero, i lettori più intelligenti di libero. È il don Gallo del berlusconesimo.

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    1. A mio avviso Facci non si rivolge ai lettori più intelligenti di Libero, ma a quelli di centrosinistra, da cui si sente emarginato sin dai tempi in cui esaltavano Di Pietro. Questo a mio avviso lo fa spesso sproloquiare e assumere atteggiamenti da bastian contrario abbastanza risibili, tipo quello del garantista da due soldi, che va "controcorrente" difendendo a spada tratta i Berlusconi, i Del Turco e i Corona, ma fregandosene altamente dei poveri cristi che marciscono in galera per ragioni risibili.
      Maurizio

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  5. Io ho smesso di prenderlo da tempo sul serio, dopo aver letto sul Post (Luca Sofri è un altro ossessionato) un numero improponibile di articoli dedicati a fare le pulci a Marco Travaglio. Patetico.

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    1. L'aggettivo finale si riferisce a Travaglio, vero? (A proposito: sta ancora difendendo a spada tratta Grillo o il rumore delle unghie sul vetro si era fatto assordante?)

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  6. Luigi, rispetto - ovviamente - la tua opinione. Ma evidentemente di Facci ho letto sempre gli articoli sbagliati proprio come questo da te citato.

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  7. A volte anche Malvino - per altro assai cazzuto - pesta una merda.
    ZP

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  8. Coglie però nel segno. Anche se è da ricordare che anche Veltroni condusse una perdente campagna senza nominare l'innominabile.

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  9. A me invece piace molto Malvino, salvo alcune volte quando non mi trovo d` accordo con lui
    Come questa

    Primo perche` ritengo Filippo Facci un perdente, uno che si e` laureato in una laurea materasso con anni di ritardo ma che e` riuscito a far carriera facendo il pennivendolo a casa di Berlusconi

    Secondo perche` ritengo che scriva delle cose che sono delle emerite cretinate, come l` articolo citato.
    Uno che scrive che pensa che gli Italiani facciano schifo dovrebbe essere corretto e meno ipocrita e aggiungere "e visto che sono Italiano pure io, faccio piu` schifo io di tutti".
    Lo scrivera` mai Facci?

    Gigi

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    1. non e' che gli Italiani facciano schifo e' che hanno un senso civico ed una cura degli affari collettivi estremamente limitata cosicche' ogni proposta presidenzialista si trasformerebbe facilmente in una dittatura di fatto. Il mio commento, mi creda, non allude a giudizi di valore. Gli Italiani (soprattutto i miei compaesani meridionali) non amano partecipare, inoltre ogni suggerimento viene vissuto dai pubblici ufficiali come una indesiderata incursione nei loro affari. Lo stesso movimento cinque stelle nasce piu' come un gruppo di individualita' esasperate che come associazione per la cura del bene comune. Gli Italiani insomma hanno una diversa "moralita' pubblica" alla quale male si adatta ogni princeps. Va bene, la tesi di Banfield e' vecchia di 60 anni ma ancora se ne scorgono le tracce nell'assetto attuale della societa' italiana.

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    2. Perche`secondo lei negli Stati Uniti le cose vannno diversamente?
      Li` per portare la gente a votare bisogna puntargli la pistola o quasi
      E lei dove sarebbe diverso quindi dalla maggioranza?

      Gigi

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  10. L'ironia è così: certe volte vola troppo alta per gli astanti, che non la vedono neanche passare.

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  11. Anch'io leggo con piacere (e a volta perfino condivido) quel che Filippo Facci scrive.
    A sua parziale discolpa per l'omissione di cui si parla segnalo http://www.ilpost.it/filippofacci/2013/06/12/pdl-berlusconi/

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