giovedì 9 ottobre 2014

La differenza tra un ignorante e un cretino


Che il cuore non sia la sede dell’anima, il centro che dà vita ad emozioni e sentimenti, l’organo che produce affetti, era già chiaro da molto tempo prima che William Harvey dimostrasse che è solo una pompa idraulica (Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus, 1628), e tuttavia, quando, tre secoli e mezzo dopo, Christiaan Barnard effettuò il primo trapianto cardiaco (Cape Town, 1967), non mancarono i cretini che sollevarono lo stesso problema che, mutatis mutandis, è sollevato da un articolo apparso oggi su Il Foglio a commento della notizia del prima gravidanza giunta regolarmente a termine in un utero trapiantato: lì a chiedersi quanta coscienza e quanta sensibilità passassero dal donatore al ricevente, qui a domandarsi «di quale madre è figlio il bimbo», se «di quella che se lo è portato dentro per otto mesi o della donna cui apparteneva l’utero trapiantato».
Ci si potrebbe limitare a definirla ignoranza, ma è da preferire la definizione di cretinaggine, tanto più ottusa in quanto la questione sarebbe posta dal fatto che «la donatrice vive ed è presumibilmente vegeta, altrimenti l’équipe medica che ha realizzato l’eccezionale intervento non avrebbe scelto, per il trapianto, il suo utero». Se è questo a sollevare il problema, è da intendersi che la questione non si porrebbe, se l’organo, ancorché in buone condizioni per poter essere trapiantato, fosse stato prelevato da un cadavere. In fondo non è affatto raro, se si interviene con la dovuta tempestività, che si riesca a estrarre un feto vivo e vitale dall’utero di una gravida deceduta da poco: ancorché morta, quella non è sua madre? Ne consegue, di converso, che avrebbe senso porsi la questione di chi sia l’urina che fuoriesce dall’uretra di A, cui B abbia donato un rene, se quest’ultimo è vivo: l’urina sarebbe senza dubbio di A, se B è morto, sennò chissà, potrebbe anche essere di quest’ultimo, se ancora vivo.
È proprio questo esempio a indurci a preferire la definizione di cretino a quella di ignorante per chi scrive stronzate del genere: in mancanza delle adeguate conoscenze di anatomia e di fisiologia, un ignorante tace; sull’ignoranza, invece, il cretino costruisce un dilemma etico e se lo rappresenta di ardua soluzione, se non addirittura aporetico. 

12 commenti:

  1. Sarebbe spassoso che, tra un cinquantennio, o forse - dati i tempi - anche prima, durante uno dei prossimi sinodi, fosse la stessa Chiesa a dare "fatalmente" del cretino al succitato.

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    1. Intanto bisognerebbe far uscire il cosiddetto cretino dall'anonimato - è un editoriale di Ferrara? - e poi sarà già morto.

      LB

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    2. Non è anonimo, ho preferito evitare di citarne il nome. http://labandinella.blogspot.it/2014/10/uteri-famiglie-sinodo-da-il-foglio.html

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  2. Senza contare che questo tipo di domanda potrebbe essere traslata tranquillamente ai casi di adozione, senza che nessuno senta il bisogno di iniziare una crociata contro le adozioni.

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  3. Intanto siamo alle usuali trasgressioni testuali, nel senso che è Chiesa e non chiesa - forse sono vecchie abitudini di scrittura.
    Poi rimangono ancora ignote le ragioni dell'insistenza dell'informazione, diciamo per comodità cattolico/conservatrice, nella scelta di questo tipo di 'intellettuali' a difesa delle loro legittime posizioni, prima le Costanze adesso l'ignoto fisiologo.

    LB

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  4. Dotto', non è ignoranza né cretinismo, è retorica: sineddoche, per la precisione.
    Per costoro, la donna si riduce ad un apparato produttivo, ovvero al suo utero più annessi e connessi, così come per noi adolescenti in tempesta ormonale era una figa.
    Se le togli l'utero, non è più una donna; se le dai l'utero di un'altra, non è più lei: semplice, no?

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    1. E questa non ignoranza+presupponenza= cretinaggine?

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  5. La vessata questione potrà essere risolta solo quando disporremo delle famose Vasche Axolotl. Rimaniamo in attesa che Giorgio Mastrota ce le offra finalmente in tv. In comode rate mensili e senza interessi, ovviamente.

    LB

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  6. ad alcuni bisognerebbe dire: fai solo quel che ti riesce meglio, non pensare

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  7. Non so se il soggetto in questione possa definirsi un cretino.
    Di certo è un soggetto affetto da ignoranza acuta, assoluta, profondissima, abissale della materia di cui pretende di occuparsi.

    Attenzione, non si tratta di avere o non avere fatto studi di medicina: ma se uno 'arriva' a chiedersi «di quale madre è figlio il bimbo», se «di quella che se lo è portato dentro per otto mesi o della donna cui apparteneva l’utero trapiantato» e costruisce poi un intero, spocchioso ragionamento su un presupposto assurdo, ridicolo e grottesco come questo, qua non siamo di fronte ad un 'normale' caso di ignoranza, ma ad una totale 'tabula rasa', alla mancanza assoluta anche dei più semplici rudimenti e delle più elementari conoscenze di base.

    Insomma, il signore in questione non sa, "letteralmente", di che cosa ciancia: per questo, più che 'ignorante e/o cretino', direi abissalmente ignorante e perciò grottescamente spocchioso.

    P.S: non sapevo chi fosse l'autore di una tal robaccia. Adesso lo so e tutto si fa più 'chiaro'.
    Alla faccia della "libertà di ricerca scientifica"!

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  8. Solo io ho inteso leggendo l'articolo che Bandinelli sintetizzasse in quel passaggio il pensiero della "Chiesa", non il suo?

    6iorgio

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    1. Le risulta che un solo chierico abbia sollevato questione analoga? Ma nemmeno uno tra i più ciuchi. D'altronde la dottrina cattolica non è contraria ad alcun genere di trapianto e a quanto è accaduto potrebbe opporre contestazione solo se la fecondazione non fosse avvenuta in modo "naturale" (cosa molto probabile, date le premesse). No, caro 6iorgio, questioni come quelle sollevate in quell'articolo possono essere partorite solo da un cretino che voglia darsi arie da casuistico.

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