mercoledì 6 maggio 2015

Avrà tanti limiti, Civati

Con una legge elettorale come l’Italicum mi ero riproposto di saltare il primo turno, per limitarmi a votare solo in caso di ballottaggio, e in quel caso per votare chiunque sulla scheda mi sarei trovato opposto a Matteo Renzi, anche un Beppe Grillo, anche un Matteo Salvini, anche un Silvio Berlusconi. Intenzioni che almeno in parte mi sento costretto da subito a rivedere per la decisione annunciata oggi da Pippo Civati: al primo turno voterò lui, in qualsiasi lista sarà candidato, qualunque sia il suo programma elettorale. Lo voterò perché la decisione di lasciare il gruppo parlamentare del Pd e le motivazioni che accompagnano questo passo conferiscono alla sua persona, seppur retrospettivamente, dimensioni eccezionali in tutta la storiaccia che si è conclusa con l’approvazione dell’Italicum, e so che può sembrare esagerato, ma si tenga conto che il livello medio della dignità morale e politica espressa dai parlamentari del Pd è stato pressappoco allaltezza di un Gennaro Migliore. Non farò mistero del fatto che dargli il mio voto servirà pure, e in buona misura, a risarcirlo di un’opinione non del tutto benevola che mi ero fatto sul suo conto: significa pure saldare un debito. Avrà tanti limiti, Civati, ma da oggi, almeno ai miei occhi, ha acquistato un merito enorme.  

9 commenti:

  1. Ma come, mi diventi di sinistra proprio quando io decido di abbandonarla al suo destino? Ci daremo il cambio. Ti ricordi che scontri sul socialismo, quando mi dicevi che la libertà equivale ad avere i soldi e io facevo il civatiano ante litteram con la mia nostalgia dell'avvenire? Sembra passato un secolo.

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    1. Perspicace come sei, non puoi non aver capito, mi starai a prendere per il culo... Se dico che gli darò il voto "in qualsiasi lista sarà candidato, qualunque sia il suo programma elettorale", vuol dire che "divento di sinistra"? Addirittura "civatiano"? Sì, mi stai a prendere per il culo.

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    2. Ma sì, era per scherzare. Un voto utile, insomma.

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  2. In Campania M5S primo partito

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  3. Va bene: dopo essersi stizzito perché i suoi commentatori dicevano che non le aveva, Civati ha tirato fuori le palline. Tutto qui?
    Se il requisito per assumere, seppur retrospettivamente, dimensioni eccezionali, è, dopo anni di bofonchiamenti a capo chino, dire basta e provare a mettersi in proprio, allora anche Alfano; allora anche Fini, in retrospettiva.

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  4. Su Civati completamente d'accordo.
    Avrà tanti limiti, è vero, ha esitato molto, ma alla fine ce l'ha fatta.
    Gli altri invece no, non ce l'hanno fatta. Gli altri 'dissidenti', che rimangono dentro quel contenitore di anime morte, sono complici di tutto quello che Renzi sta facendo. Di tutto.

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  5. Beh, diciamo che Civati va apprezzato perché è un rottamatore senza renzismo. Uno che pensa ad attirare il centro verso sinistra e non il contrario. Un passo più avanti di De Gasperi che della DC diceva (Pio XII ancora regnante): un partito di centro che guarda a sinistra.

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