giovedì 4 ottobre 2018

Pesciolini rossi

Col ritenere che avessero una memoria labilissima – 8" per alcuni, 30" per altri – si è sempre stati ingiusti coi pesciolini rossi, così ci redarguì uno studio della MacEwan University di Edmonton, in Canada, che del 2014 diede prova inconfutabile del fatto che queste deliziose bestioline riescono a ricordare pure ciò che accaduto fino a 12 giorni prima. Tenuto conto che alcune varietà (il Chromobotia macracanthus, per esempio) possono vivere anche 15 anni, non è affatto poco: fatta proporzione con gli 83,3 anni della vita media di un italiano (Eurostat, 2015), significa riuscire ad andare addietro con la memoria ad oltre 2 mesi, il che non riesce sempre agli italiani, come l’esperienza ci insegna. Non fossero così miti e così poco inclini a darsi arie – i pesciolini rossi, dico – li vedremmo sbellicarsi a branchie spalancate per la smemorataggine di cui le assai poco deliziose bestioline – gli italiani, dico – danno prova di continuo.
Berlusconi, ricordate? Quello che per lustri fu fatto bersaglio di critiche feroci, insulti micidiali e statuine del Duomo di Milano, avete presente? Non scherzate, via, è impossibile che l’abbiate dimenticato: il nano, il caimano, il mafioso, il puttaniere... Afferrato, il ragguaglio? Sì, lui – Berlusconi, dico – avete presente? Perfetto, ero sicuro che col ragguaglio... Bene, dite: servì a niente quel poderoso esercito di giullari armati di geniale sberleffo, di battutisti professionali o d’accatto, di sciantose frementi in accorate indignazioni, di solerti archivisti delle gaffes, degli spropositi, delle mattane e perfino delle analisi delle urine del Gran Cafone? A niente, tutt’al più a far trascorrere gli anni incanalando frustrazione e rabbia in una consolatoria forma di intrattenimento, che ebbe i suoi fasti nei salottini di un Santoro, di una Dandini, coi rispettivi epigoni, più o meno mal riusciti. Tutto di qualche utilità, sia chiaro, soprattutto a chi in quel filone seppe scavarsi la sua nicchietta o il suo nicchione, ricavandoci la marchetta o il contrattone, ma il fine dichiarato restò sempre lontano. Meglio la magistratura, senza alcun dubbio. Meglio ancora lo stesso Berlusconi, che finì per carbonizzarsi da solo, anche se solo – onestà vuole gli sia dato merito – dopo lunghissima combustione, che offrì il calduccio a frotte di papponi e di ruffiani.
Ecco, che cosa resta nella memoria del paese? Praticamente niente. Monta un’altr’onda minacciosa, stavolta giallo-verde, e cosa le fa diga? Il Foglio al posto di Repubblica, la Gruber al posto di Santoro, Zoro al posto della Dandini, e appresso, come i sorci dietro il piffero, gli arguti e meno arguti girotondini stavolta a far centocinquanta-la-gallina-canta su Twitter, un Marco Taradash che sbraita come un Pietro Ricca. Tutto legittimo, sia chiaro, il negoziante è giusto si rifornisca della merce più richiesta, gli ambulanti è giusto battano i marciapiedi dove le loro cianfrusaglie vanno via meglio, i clienti è giusto possano portare a casa l’articolo che più s’adatti a gusto e tasca. Ma illudersi che anche stavolta sia Resistenza, e che a sbattersi come ossessi si ottenga la Liberazione – più che da pesciolini rossi è da cozze.

4 commenti:

  1. più interlinea dotto'. i pesciolini più anziani faticano.

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  2. Però c'è una differenza: gli antiberlusconiani mai avrebbero fatto un governo con Berlusconi (al massimo con Mastella). Gli antigialloverde darebbero una palla (facciamo un occhio, così non c'è discriminazione) per andare al governo coi gialli, se non con i verdi.

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    1. Dotto', stavolta il pesciolino si è dimenticato in un sol colpo il Nazareno (non quello appeso, quello del Patto) e Alfano (non Berlusconi, il suo ex tirapiedi).

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  3. Sa che mi stava giusto venendo in mente questa copertina dell'aprile 1995?
    https://i.ebayimg.com/thumbs/images/g/bBkAAOSwDCxa8q7X/s-l225.jpg
    Pensi che mi sembrò noiosa già all'epoca: ed era solo 23 anni fa.
    Grazie, sempre utile passar di qua.
    Stia bene.
    Ghino La Ganga

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