lunedì 2 maggio 2016

Questa riforma costituzionale è incostituzionale

Una sentenza della Corte costituzionale, la n. 1146 del 29 dicembre 1988, recita: «La Costituzione italiana contiene alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali. Tali sono tanto i principi che la stessa Costituzione esplicitamente prevede come limiti assoluti al potere di revisione costituzionale, quale la forma repubblicana, quanto i principi che, pur non essendo espressamente menzionati fra quelli non assoggettabili al procedimento di revisione costituzionale, appartengono allessenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana». È quanto basta perché la riforma costituzionale votata da questo Parlamento possa essere messa in discussione, fino ad essere dichiarata costituzionalmente illegittima, anche se venisse confermata dallesito del referendum che si terrà ad ottobre: sarebbe sufficiente dimostrare che quanto è stato riscritto, nel dettaglio o nel complesso, sovverta o modifichi, nel suo contenuto essenziale, uno o più principi non assoggettabili al procedimento di revisione. La stessa sentenza della Corte costituzionale, daltronde, rammentava di aver «già riconosciuto in numerose decisioni come i principi supremi dellordinamento costituzionale abbiano una valenza superiore rispetto alle altre norme o leggi di rango costituzionale», riaffermando di essere «competente a giudicare sulla conformità delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali», perché, «se così non fosse, si perverrebbe allassurdo di considerare il sistema di garanzie giurisdizionali della Costituzione come difettoso o non effettivo proprio in relazione alle sue norme di più elevato valore».
Ciò premesso, si potrebbe già passare, articolo per articolo, allanalisi del testo costituzionale così come riscritto dalla banda di mascalzoni da oltre due anni inserrata a Palazzo Chigi e approvato dal Parlamento di cooptati sub condicione consegnatoci dal Porcellum. Lo faremo, fino a ottobre cè tempo, daltronde non sarebbe neanche necessario, perché fin qui non è mancato chi ha segnalato più di un vulnus ai principi contemplati dalla I parte della Costituzione in un testo che peraltro abbonda di fumose ambiguità e sconcertanti paradossi, al netto di un lessico di merda, che rivela tutta la zoticaggine di chi lha steso. Tutto sommato, però, sarà superfluo: da un lato, è nel suo insieme che questa riforma costituzionale è incostituzionale, dallaltro, solo la Corte costituzionale è autorizzata a sancirlo. Non sto affermando che il referendum di ottobre sia inutile: è di piana evidenza che una vittoria dei no farebbe a pezzi la riforma. Di fatto, tuttavia, una vittoria dei sì non ne assicurerebbe la tenuta al vaglio della Consulta, anche se potrebbero volerci due o tre anni prima di mandarla al macero.
Anche nel caso del referendum confermativo, dunque, come ampiamente discusso su queste pagine nel caso di quello abrogativo, il risultato della consultazione non sarebbe dirimente. E meno male, vorrei aggiungere. Dove un popolo smarrisce ogni dignità, è più che sacrosanto perda ogni sovranità, è più che ovvio perda voce in capitolo sui fondamenti della legge, è più che naturale – direi salutare – una supplenza della magistratura.

9 commenti:

  1. Il popolo Malvi...
    'Na massa de disgraziati privi di cultura, privi di informazione,
    stretti nella morsa di consumismo e cristianesimo.
    Inchiodati tra tivvi e gesuiti vestiti mascherati da framcescani.
    Prima bombardati dalla culla alla tomba e da mane a sera dal pensiero unico della tivvi.
    Poi bombardati dal dogma della socializzazione che esalta il tuttiinsiemeappassionatamente pe' falli sta sempre tutti insieme a ripetersi l'un l'altro il pensiero unico della tivvi.
    Che a quel punto siccome l'ha detto la tivvi e lo dicono tutti diviene Dogma Assoluto.
    Completamente alienati da se stessi, dal loro corpo, dalla loro vita,
    dalla natura e dalla terra.
    Pensati.
    Incapaci di pensare.
    Incapaci di intendere e di volere.
    Nzomma completamente rincoglioniti..

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  2. "Per fortuna" che c'è il giamba e il Malvi' che sono capaci di intendere e volere e non sono completamente alienati da se stessi, dal loro corpo dalla loro vita...

    ma andate a ciapa i rat va !

    azzilandro


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    1. Uno già l' ho acchiappato. Sei tu...

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  3. In punta di fioretto.....

    La Sovranità è del "Popolo", che la esercita.. ,etc., recitano più o meno tutte le Costituzioni liberal-democratico-borghesi.
    Costituzioni che in ultima analisi, sarebbero i contenitori del pensiero "liberal-democratico -borghese.
    Una sorta di "Sancta Sanctorum", ove sono custodite "le prescrizioni", attraverso le quali poi viene esercita la "cosiddetta" sovranità " del popolo.
    Il soggetto agente , dunque ,dovrebbe essere in questo quadro di analisi il Popolo.
    Quindi verrebbe da chiedersi per un pensiero astratto , cosa diavolo sia mai questo "benedetto" popolo ?
    Al netto di qualsiasi considerazione "idealistica o religiosa"(talvolta si equivalgono),si potrebbe dire che il popolo è una accozzaglia di interessi diversi che via via, vanno sempre più diversificandosi fino a raggiungere l'interesse del singolo individuo.
    8Ml.di individui , 8 Ml. di interessi.
    Un vero "rebus "per dei Fisici.
    Forse solo le leggi scientifiche che più si avvicinano a delle soluzioni dei Rebus ,sono le leggi della termodinamica" in particolare il comportamento dei Gas, ove, (per inciso)bisogna fare un pochetto di attenzione per i contenitori.
    Normalmente il moto delle molecole se ne frega dei contenitori ove esse sono contenute, in particolare poi sotto l'effetto di" elementi esterni "che aggiungono Energia al Sistema., per cui ,si potrebbe concludere che ,in ultima istanza,la "sovranità" o decisione viene esercitata da questi "elementi esterni".
    Non mi risulta che le molecole si auto- organizzino al fine di evitare di far esplodere il contenitore.
    Detto ciò ,mi pare, che appena sopra il livello "singolo individuo"o del suo interesse particolare, gli individui ,possano essere classificati in categorie diverse generali.
    Categorie che io così chiamo al fine di evitare di evitare di "offendere " sensibilità estreme" di salotti anti-marxisti per partito preso.
    Diversamente avrei potuto chiamarli classi.
    Prendiamo le due più semplici : quelle dei "salariati" e quella dei non "salariati" (e qui sta la differenza tra le molecole e gli uomini)(sic!),per cui in primissima istanza il "popolo" può essere diviso già in due categorie ..salendo si potrebbe includere pure quella dei disoccupati e via salendo..,metodo giusto , salendo , anziché scendere, come di solito si fa nelle analisi dei "pensieri sublimi" che animano le "menti eccelse" ,sia religiose , che atee , od anche semplicemente agnostiche.
    Qui mi fermo, poiché mi vien da sorridere, avendo perso il file del discorso , O meglio dell'oggetto in discussione,che poi se ben ricordo sarebbe la Costituzione liberal-democratica -borghese...

    caino

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  4. I magistrati invece dei colonnelli?

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    1. Con uno strumento assai diverso. Tanto diverso da rendere provocatorio e dunque irricevibile il parallelismo. Ti rimando a: http://malvinodue.blogspot.it/2015/06/il-punto-in-cui-la-linea-prende-la.html

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    2. La magistratura è pulita, consapevole e dignitosa quanto il resto del Paese e non vedo quale autorità morale ne differenzierebbe l'arbitrio. Preciso che il mio non è un "non sia mai", ma un "a che titolo loro?"

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    3. Guarda che non si tratta di autorità morale, ma di garanzia costituzionale: dove la politica non sia in grado di assicurarla, chi altri?

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  5. A me non sembra così incostituzionale (faccio un altro mestiere però, sono sicuro che in questi mesi sentirò pareri più autorevoli dei miei), invece mi preoccupa abbastanza la sua combinazione con una legge elettorale fortemente maggioritaria che manda a puttane i contropoteri e di fatto concede al vincitore delle elezioni (con l'accoppiata, intendo) un potere eccessivo per tutta la durata della legislatura. Di fatto anzichè tre poteri saremmo ridotti a due, con l'esecutivo che si prende anche il legislativo e se lo mangia in un sol boccone.
    A 'sto punto, con il senato che si occupa di quattro o cinque questioni l'anno, la legge elettorale perfetta sarebbe un bel proporzionalone, almeno lasciamo il dibattito nell'aula, se in due era sicuramente ridondante in una sola potrebbe essere l'esercizio di democrazia che manca.

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