martedì 7 gennaio 2020

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La compassione che ci muove al gesto caritatevole procede figuratamente dal cuore, ma anche dallo stomaco. È per questo che, quando il gesto caritatevole è solo formale, stomaco e cuore ci paiono impermeabili alla compassione, figuratamente ricoperti di pelo, il che rivela in quel gesto, come si è soliti dire, una «carità pelosa».
Ogni atteggiamento caritatevole può lasciar adito a ritenere sia peloso, e questo è quanto in realtà accade con quella forma assai evoluta di carità che vediamo in atto nel cosiddetto garantismo, in cui la χάρις dà ragione delle sue accezioni quali grazia, rispetto, buon ufficio, e la caritas non sta per elemosina, favore o cortesia, ma per quel fraterno amore che dovrebbe unire tutti gli uomini in nome, se non di Dio,  della comune umanità, della pari dignità umana, ecc.: qui, in effetti, non di rado accade che la compassione agisca in modo discontinuo, estremamente sollecita con chi ci è amico, assai poco con chi non lo è, per niente con chi ci è nemico (dove la diade amico/nemico è rimpiazzabile da quelle similari quali simpatico/antipatico, vicino/lontano, ecc.).
Cè bisogno di qualche esempio di questo «garantismo peloso»? Sia.
Dicembre 2016, Lotti risulta indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio nellinchiesta sugli appalti Consip, e cè chi ne chiede le dimissioni (è stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri col Governo Renzi, sarà Ministro per lo Sport col Governo Gentiloni quando la mozione di sfiducia sarà votata in Parlamento nel marzo 2017). Renzi chiede e ottiene che le forze politiche che sostengono il Governo respingano la mozione: «Si è colpevoli solo dopo condanna definitiva».
È lo stesso Renzi che ha chiesto le dimissioni di Alfano sul caso Shalabayeva, della Di Girolamo perché indagata per presunte irregolarità nei pagamenti di una Asl del beneventano, di Lupi per il coinvolgimento nello scandalo Grandi opere e della Cancellieri perché si è spesa in favore di Giulia Ligresti, lodando le dimissioni di Josefa Idem, sulla quale giravano voci di mancato pagamento di oneri previdenziali, ma neppure era indagata. A ciascuno la valutazione di quanto sia lungo il pelo su quel «si è colpevoli solo dopo condanna definitiva».
Se quanto fin qui detto può aver chiarito, mi auguro, qualcosa riguardo al «garantismo peloso», resta senza spiegazione cosa sia il «giustizialismo peloso» che, meno di un mese fa, Renzi ha stigmatizzato nel corso di un suo intervento al Senato, tutto teso a esprimere quanto fastidio gli avesse dato che qualche magistrato mettesse naso nei movimenti sul suo conto corrente che, per legislazione vigente, la sua banca era tenuta a comunicare allUfficio antiriciclaggio della Banca dItalia: «Massimo rispetto per la magistratura – diceva – ma diritto e giustizia sono una cosa diversa dal giustizialismo peloso». Che potrà essere mai? Su quale organo, qui, può figuratamente immaginarsi il pelo? Per renderlo impermeabile a cosa, poi?
Domande che non hanno senso, so bene, è inutile me lo facciate presente: Renzi ne è emblematico, ma che il linguaggio della politica sia da qualche tempo diventato impermeabile all’analisi logica è dato pressoché generale. Qui semplicemente devessersi trattato di uno dei tanti incidenti in cui incorre lo scilinguagnolo quando si premura di essere brillante ricorrendo alla sostituzione o allinversione di termini in locuzioni correnti, sennò al doppio senso offerto da uno dessi, o finanche al possibile gioco di assonanza o consonanza, come efficacemente illustrato da Crozza: «Contaminarsi per contare e sperare di non sparire. Contagiarsi per agire nellagio e raggirare chi conta. Contagiarsi per chi sa cogliere la forza di Italia Viva, perché lItalia con Italia Viva viva ancora di Forza Italia» (Nove, 18.11.2019).


Appendice

Scrivere di getto, come mi è di abitudine, comporta qualche imperdonabile lacuna. Qui, nel caso del «garantismo peloso», omettevo di considerare la variante che non si rivela nellintermittenza della χάρις e della caritas sublimate a rispetto dello stato di diritto, ma nella sua costanza, in vista di un ritorno di vantaggio personale. È il caso in cui pelo chiama pelo. Ma suppongo che anche qui sia necessario produrre un esempio.



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