martedì 4 maggio 2021

Nella realtà dei corpi e delle menti




«Le macchine desideranti sono sempre lì,
ma non funzionano più che dietro il muro dello studio...
Loro, nondimeno, continuano a fare un chiasso del diavolo...»
Gilles Deleuze e Félix Guattari, Lanti-Edipo (1972)


Lo stupro è un crimine odioso. Tanto più odioso, quando a compierlo è un branco, caso in cui la gravità del reato è tale da rendere pressoché impossibile far differenza tra chi materialmente lo commette, chi in qualsiasi modo lo favorisce e chi, presente al fatto, non fa nulla per impedirlo. Ne consegue che per un crimine del genere la pena debba necessariamente essere assai severa. Solo un giudice, tuttavia, può comminare questa pena, e solo a conclusione di un processo penale, che l’art. 111 della Costituzione vuole sia «regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova» (un «contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità»), sicché viene spontaneo chiedersi a quale altra fonte del diritto possa ispirarsi chi sostiene che, a fronte di unaccusa di stupro, a dispetto dell’art. 27 della stessa Costituzione («Limputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva»), debba invece valere la presunzione di colpevolezza, perché «lonere della prova non spetta affatto alla donna che denuncia una violenza di questo tipo» (Michela Murgia – Ottoemezzo, 28.4.2021), sennò «dove andiamo a finire se ci vogliono le prove?» (Dacia Maraini – DiMartedì, 20.4.2021). Me lo son chiesto e lì per lì non ho saputo darmi una risposta. Poi, però, ho letto Leonardo.

Leonardo scrive«Se oggi su un social qualsiasi incontrassi un tizio che dice: eh ma magari la ragazza allinizio con quei quattro ci voleva stare, cioè come facciamo a escludere che non ci fosse andata apposta, che la cosa le interessasse? Se io senza sapere nulla di un tizio così lo sentissi dire una cosa del genere, in pochi secondi già avrei formulato unipotesi sulla sua età (16 anni), sulla sua cultura (assai debole), sulla sua estrazione (non ricca) e pure la prognosi: meno porno, ragazzino. Nel frattempo però starei anche rivelando la mia formazione, la mia estrazione, la mia cultura ecc... Poi, siccome sono io, ci metterei assai poco a passare dal caso specifico a quello generale, cioè ma questi ragazzini davvero possono crescere convinti che una ragazza si ficchi in una situazione del genere per divertimento? ma davvero non è che cè troppo porno in giro, non è che in queste giovani generazioni non stia per caso saltando la percezione comune della sessualità, di cosa è accettabile e no, di cosa è piacevole o no?».

È evidente che Leonardo dia per scontato che una donna non possa in alcun modo desiderare di avere rapporti con quattro uomini, e al riguardo esprimere un libero, consapevole e responsabile consenso. Per meglio dire, potrà pure desiderarlo, potrà pure esprimere il suo consenso, ma in nessun caso, poi, potrà pentirsene il giorno dopo, due settimane dopo, tre mesi dopo. Se infatti può ritirare il suo consenso mentre è alle prese con quei quattro e, a non prenderne atto, quei quattro diventano di fatto stupratori – su questo, credo, mi pare che chiunque debba onestamente convenire – non è materialmente possibile che possa ritirarlo il giorno dopo, due settimane dopo, tre mesi dopo. Cioè, può pure farlo, ma quando il fatto si è già consumato, e qui mi pare che chiunque debba onestamente convenire che i quattro non possono diventare stupratori a posteriori: per condannarli è giocoforza necessario avere prova che il consenso non si sia mai dato o sia stato ritirato nel mentre si consumava il fatto. Ed è qui che entra in gioco la Costituzione, che non è stata scritta da un sedicenne ignorante, poco abbiente e parecchio segaiolo, e che per una condanna vuole appunto questa prova, la quale non può esaurirsi nell’accusa che la donna muove a quei quattro.

Ma questo è quanto detta la logica del cosiddetto «giusto processo», che evidentemente confligge con quella certa formazione, quella certa estrazione, quella certa cultura, che Leonardo le contrappone: stessa formazione, stessa estrazione, stessa cultura della Murgia e della Maraini, sarei portato a credere. In questa sfera etico-estetica, che sociologicamente corrisponde alla nota bolla di presunzione di superiorità morale e culturale di certa sinistra, una donna che desideri avere rapporti sessuali con più uomini contemporaneamente, trattata come un oggetto, perfino essere umiliata, non può esistere altrove che nell’immaginario pornografico, proiezione di una sessualità rapace di schietta impronta maschilista e dal fondo chiaramente misogino. Fatto sta che questa donna esiste anche fuori da questo immaginario, nella realtà dei corpi e delle menti, e, a dispetto di chi non sa farsene una ragione, basta un consenso a che i suoi desideri abbiano realizzazione. Il fatto che Leonardo non l’abbia mai incontrata non vuol dire non esista.


15 commenti:

  1. Absit iniuria verbis.
    La chiusura sa di machismo, in ragione del fatto che traspare evidente l'intento di deridere Leonardo per le sue scarse esperienze sessuali.
    Deridere un uomo per la sua scarsa virilità è una delle cause indirette della violenza di genere, nel momento in cui lo fa sentire inadeguato e lo porta a preferire il rischio di una condanna a quello di passare per "femminuccia".
    Deve essere più o meno ciò che passa per la testa di alcuni dei soggetti coinvolti in una violenza di gruppo, che per indole non avrebbero forse mai compiuto, ma che sono portati ad assecondare per non subire lo stigma di quello che "non ha le palle", che fastidiosamente ha una qualche assonanza con "Il fatto che Leonardo non l’abbia mai incontrata non vuol dire non esista".

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    1. Temo lei legga troppe cose in una frase che invece dice solo quel che dice: se non hai mai avuto diretta esperienza di qualcosa, puoi negarne l'esistenza, ma questo non la rende impossibile. Il che non implica alcunché riguardo al "numero" delle esperienze, ma tutto, invece, riguardo alla loro "natura". Per dire: hai avuto cento fidanzate, tutte coi gusti e la sensibilità di una Michela Murgia, è ovvio ti rimanga incomprensibile quel che ti dice il tizio che ne ha avuta una sola, coi gusti e la sensibilità di una Valentina Nappi, e tuttavia la Nappi esiste non meno della Murgia.

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    2. Fare ironia su web è come andare un venerdì in moschea a mangiare un panino con la mortadella.

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    3. Leggere troppo, è accusa che accolgo volentieri; d'altronde sono un lettore di Malvino, e questo fa di me oggettivamente un lettore particolare, se non un super-lettore, di certo uno che legge cose che non leggono tutti.
      Non intendevo certo lanciare accuse di maschilismo o denunciare complicità rispetto alle violenze; più sommessamente ho colto l'occasione per evidenziare che il maschilismo è molto più pervasivo e trasversale di quanto pensiamo, e non sta solo nei vaneggiamenti di Erdogan o Trump, ma anche nelle nostre esternazioni più innocue. Aspetto che arrivi Leonardo per una sua versione della questione.

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  2. Beh in realtà il pezzo continua smentendo esattamente quello che scrivo nella citazione, perché dopo aver formulato l'ipotesi su età, cultura, estrazione e cronologia web, salta fuori che mi stavo sbagliando e il tizio che fantasticava una volonterosa ammucchiata è Giuliano Ferrara.

    Quello che volevo dimostrare all'inizio è semplicemente che parlando di sesso ognuno pensa di decifrare la bolla degli altri e invece rivela soltanto la propria, anche se non sono sicuro che sia proprio la stessa bolla della Murgia e della Maraini. Loro magari una Valentina Nappi non la concepiscono perché non l'hanno mai vista, io forse l'ho vista un po' troppo spesso in prodotti destinati al consumo maschile, per cui ho questa sensazione che anche ammettendo che si diverta in quello che fa, si tratti comunque di una proiezione del desiderio maschile, esibizionismo, ecc.

    Ferma restando la presunzione d'innocenza, per me si tratta di una questione di buon senso: esistono senz'altro ragazze ben disposta a un'orgia a 5 ma le probabilità di incontrarne una già un po' ubriaca in una discoteca proprio quando ha perso il passaggio per tornare a casa mi sembrano assai scarse. Persino se in quel momento ci fosse consenso il maschio adulto sa, deve sapere, che in un caso del genere la controparte sarà più credibile di lui.

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    1. Mi costava troppo dire che, in questo caso, ero d'accordo con Giuliano Ferrara, perciò ho preferito tenerlo fuori. Fatto sta che un dubbio del tipo "come facciamo a escludere che non ci fosse andata apposta, che la cosa le interessasse?" a te è parso sostenibile solo dal sedicenne ignorante, poco abbiente e parecchio segaiolo, sennò da un reprobo come Giuliano Ferrara: in sostanza, mi è parso tu volessi negare la possibile esistenza di una donna che desideri avere rapporti sessuali con più uomini contemporaneamente (e, bada bene, ho aggiunto pure "trattata come un oggetto, perfino essere umiliata"). Ora qui mi dici che una donna del genere tu l'hai vista, ma solo "in prodotto destinati al consumo maschile", che sono "proiezione del desiderio maschile": esiste, insomma, ma non esiste davvero. Ed è esattamente questo che io smentisco: quando la condanna morale non la costringe a tener rinserrato il suo desiderio nelle fantasie sessuali, esiste la donna che va a letto con quattro uomini, che ama essere trattata come un oggetto, e perfino umiliata: esiste realmente e, quando legge in Lacan che la sua sessualità è una proiezione fallica maschile, scuote la testa e dice "questo qui è cretino". Contrariamente a quanto si possa crede, fuori dal setting che la vede bendata, legata, schiaffeggiata, eccetera - t'assicuro - è fortissima. Ma vedo che dalla questione generale tu scendi a quella particolare, e cioè a quella relativa al caso Grillo ("una già un po' ubriaca in una discoteca", che "ha perso il passaggio per tornare a casa"): qui sono d'accordo con te, e infatti, almeno per l'idea che mi son fatto, il figlio dell'Elevato mi pare colpevole, e dunque, sì, qui la controparte è assai più credibile di lui. Nulla toglie, tuttavia, che per condannarlo ci vogliono prove che non possono esaurirsi nell'accusa della presunta vittima.
      A parte: sai che ti voglio bene e mi scuso che se i toni del post possono esserti sembrati duri; è che ultimamente la presunzione di superiorità morale e culturale di certuni sta diventando la mia bestia nera, probabilmente la vedo ovunque.

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  3. Tutto interessante tuttavia l'identikit del presunto stupratore non collima con la realtà: Grilletto (il figlio di Grillo) e C. frequentano scuole esclusive e non sono certo poveri. Come la mettiamo?

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  4. A me pare che quando noi uomini parliamo delle fantasie sessuali delle donne lo facciamo con la stessa competenza dei preti quando parlano di vita matrimoniale e con la stessa presunzione di superiorità che talvolta imputiamo ad altri. Queste discussioni, in assenza di una partecipazione femminile, mi paiono sterili. Malvina, Ugolina, Erasma, Leonarda dove siete?

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  5. "il figlio dell'Elevato mi pare colpevole, e dunque, sì, qui la controparte è assai più credibile di lui."

    e dunque, lo difendiamo con il dubbio inoppugnabile: la teiera di russel.

    (non ricordo chi ha detto che il modo migliore di affondare una causa è difenderla con cattivi argomenti, ma anche l'avesse detto ferrara o murgia sarebbe lo stesso una buona osservazione)

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  6. Io appartengo alla categoria di coloro che non hanno mai incontrato quel tipo di donna, ma penso sia credibile che esista. Lascerei però fuori dalla discussione figure professionali i cui atteggiamenti sono inevitabilmente influenzati dal copione che stanno recitando e non necessariamente manifestazioni di gusti e desideri personali, non si può escludere che la procace Valentina nell'intimità sia una che preferisce le coccole alle prestazioni estreme che sfoggia nei suoi video.
    Secondo me il fatto che donne con simili preferenze esistano non deve indurre nessuno a comportarsi come se ogni donna le avesse. Esistono anche uomini che si divertono ad essere umiliati, legati, calpestati e percossi dal/dalla partner, magari penetrati con oggetti vari. Ma una donna/uomo che si permettesse di compiere con il raggiro o magari sfruttando l'ebbrezza alcolica o una delle varie droghe dello stupro simili azioni con un partner occasionale senza essere più che certo del suo consenso non meriterebbe una punizione?
    Penso si possa dare per scontato che qualsiasi interazione erotica debba presupporre il consenso. Quanto più intensa l'interazione tanto più esplicito il consenso. Per un bacio sulle labbra può bastare uno sguardo, per una gang bang o una frustatina direi di no. Quando si arriva a cose non proprio comuni chi le opera dovrebbe fare di tutto per assicurarsi sia del consenso esplicito del partner sia del fatto che lo stesso sia in grado di esprimere tale consenso.
    Se una donna dice 'non volevo, non ero consenziente' non capisco in quale modo potrebbe sostenere l'onere della prova di non essere stata consenziente. In tal caso ha ragione la Maraini, diventerebbe praticamente impossibile dimostrare di aver subito uno stupro. Infatti anche urla e reazioni fisiche violente potrebbero essere interpretate dallo stupratore (se lo possiamo ancora chiamare così) come parte del gioco, come nel film di Verdone in cui i due si ripetevano 'famolo strano'.
    '...per condannarli è giocoforza necessario avere prova che il consenso non si sia mai dato o sia stato ritirato nel mentre si consumava il fatto'. Come si fa a provare che il consenso non è mai stato dato? Basta che uno dei ragazzotti dica di aver sentito che lei era consenziente e il gioco è fatto. Come si fa a dimostrare che è stato ritirato? Basta che nessuno dei partecipanti dica di aver sentito dire 'no' o 'basta' e diventa impossibile dimostrarlo. Direi che sta piuttosto a loro dimostrare che il consenso è stato dato, che la ragazza era in grado di esprimerlo (se era ubriaca fradicia non mi pare esista consenso) e non è stato ritirato.

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    1. "Lascerei però fuori dalla discussione figure professionali i cui atteggiamenti sono inevitabilmente influenzati dal copione che stanno recitando e..."

      ma cosa mi dici mai. sta' a vedere che allora anche jackie chan* potrebbe non sconfiggere i cattivi picchiandoli - e poco - a mani nude, nella realtà reale? e poi che? superman non c'ha la vista a raggi x? ma soprattutto: NON DITEMI VI PREGO CHE TOM & JERRY NON SANNO SUONARE IL PIANOFORTE.

      * "jackie chan esiste, non meno della murgia." e, aggiungo io, di bruce lee.

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    2. Marino Voglio, mi spiace deluderti ma pare addirittura che Anthony Hopkins preferisca la carbonara al fegato umano.

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  7. Sai qual'è il problema, Malvino? Tu vuoi dimostrare razionalmente la validità delle tue opinioni. Questo può andar bene finché scrivi per te stesso, più che per i tuoi lettori. Però per le persone di media intelligenza la forma della dimostrazione è poco meno che offensiva. La gente non si convince mai di qualcosa per il solo fatto che è stata dimostrata razionalmente. Le sole dimostrazioni che contano sono quelle fondate su una esperienza fatta di persona. La ragione ha i suoi professionisti, i suoi sofismi, le sue routine, cose di cui i non addetti ai lavori hanno imparato a diffidare.

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  8. Mah, io che non mi considero assolutamente intelligente ho capito benissimo il punto di vista di Malvino e concordo pienamente su un aspetto fondamentale del discorso: la razionalità non è accessoria. A proposito di cose fatte con la pancia (eufemismo [anche se a me pare che eufemismo sia maschilista]).

    Mi sembra dunque che ci siano due tendenze: un impellente bisogno sociale storico e un caso particolare sacrificabile e un'opportunità per altri aspetti pubblici:colpendone uno, colpendo proprio quello, si potrebbe dare un colpo grosso, o almeno questa è l'aspettativa (che di solito comunque in generale non porta a niente ed è tossica, occorre ricordarlo)

    Anch'io ieri leggendo la storia con tanto di book fotografico e iconografia tenderei a riconoscere il mostro senza perdere tempo e aspettare i tempi lunghi della giustizia, ma, dubbioso come sono, preferirei astenermi e lo dico chiaro e tonto: non voglio essere io il boia. Passo l'ascia.

    Anche per un altro motivo culturale e politico dai tratti schizofrenici: fino a pochi anni fa Panorama ed Espresso (considerato l'avanguardia della libertà ed emancipazione e poi di cultura e politica progressista) facevano a gara ed erano pieni zeppi di iconografia apertamente sessista a partire dalle copertine, direi, viste oggi, violentemente sessiste. Non mi pare che oggi si faccia ammenda e una giusta ricostruzione storica. Non si può nemmeno escludere che l'accusatore sia in qualche modo stato complice in un 'sistema' (a partire dall'editore) e che oggi tenti di colmare il rimorso calcando la mano, non migliorando però l'andazzo, anzi.

    Insomma, sarà riduttivo, ma eviterei di essere preso in giro un'altra volta

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  9. Non so perché, le frasi della Maraini e della Murgia mi ricordano quella che recita " il seguire le vie formali è impossibile perché porterebbe al disvelamento di tutta la faccenda."
    Se solo riuscissi a ricordarmi chi l'ha pronunciata, mi sembra giusto ieri...
    Bah, pazienza.
    Mi verrà in mente.
    Stia bene, sempre utile passar di qui.
    Ghino La Ganga

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