venerdì 1 giugno 2012

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Il sintomo più eloquente del degrado della vita politica italiana è insorto nel momento in cui la realtà ha superato la satira in iperbole e i politici hanno accostato, prima, e sorpassato, poi, le parodie che ne caricaturizzavano i tratti salienti. Le gerarchie ecclesiastiche non sono state da meno e da qualche tempo sono di casa, perfettamente a loro agio, nei più malevoli luoghi comuni anticlericali. Quando Michele Serra, per esempio, scrive che «nessuno, nei palazzi vaticani, sa esattamente perché trama, ruba lettere, origlia dietro le tende, versa gocce di veleno in ogni bicchiere incustodito», ma «lo fa solo per rispettare usanze antichissime, le cui origini di perdono nella notte dei tempi», sicché «un papa tradizionalista come Ratzinger non può non cogliere l’omaggio alla tradizione, e apprezzarlo» (l’Espresso, 23/LVIII – pag. 11), siamo a una satira che fotografa la realtà senza alcuna forzatura umoristica. 

A parte, ma perché Michele Serra è così brillante su la Repubblica e su l’Espresso, ma fa tanto cagare quando scrive testi per la tv?

3 commenti:

  1. Mah, il più delle volte fa cagare anche sui giornali.

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  2. Mica solo su La Repubblica e L'Espresso: dei testi pubblicati per Feltrinelli serbo ancora un buon ricordo. Magari ricalca il Telekabul-style per la tv

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