domenica 2 settembre 2012

Sabra e Shatila, trent’anni dopo

Si avvicina il trentennale del massacro di Sabra e Shatila, che una stolida ma solida vulgata addebita alle milizie israeliane di stanza in Libano, ma che invece fu compiuto dalla falange cristiano-maronita, bestie feroci che sul calcio del fucile avevano appiccicato un autoadesivo che raffigurava la Vergine Maria. Tuttavia, a onor del vero, gli israeliani ebbero una colpa in quel massacro: pur potendo, non l’impedirono. Come i caschi blu olandesi di stanza in Bosnia non impedirono alle truppe di Ratko Mladic il massacro di Sebrenica, i soldati di Ariel Sharon non impedirono ai cristiano-maroniti di compiere la strage di palestinesi. Nessuno si sognerebbe di attribuire la strage di Sebrenica all’Onu, ma quella di Sabra e Shatila è correntemente attribuita a Israele. Tra due settimane accadrà ancora, ci si può scommettere un soldino. 

46 commenti:

  1. dunque? israele ha sempre raGGione, e che diamine!

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    1. Non mi metta in bocca ciò che non ho detto. Se non vuol essere mandato a cagare, ovviamente. Rilegga il post e capisca ciò che ho scritto: può arrivarci, volendo. Io ho scritto solo che gli autori materiali della strage non furono gli israeliani, come si continua a dare per scontato da trent'anni, ma i cristiano-maroniti; e sulle responsabilità di Israele non ho glissato. Ora, se ha qualcosa da obiettare in merito, si accomodi. In caso contrario, si tolga davanti al cazzo.

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  2. Ciao Luigi.
    Per motivi per me incomprensibili mi trovo a portare il mio contributo senza login.
    ti lascio comunque la mia email per qualsiasi necessità tu dovessi trovare: jabberwock.ita@gmail.com . Di seguito il testo che avrei voluto postare.

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    Riguardo le attribuzioni di responsabilità, eviterei semplificazioni. La responsabilità dell'occupante e controllante penso non sia trascurabiile. Non perdonerò mai all'ONU le stragi che non ha impedito essendo "custode" di popolazioni spesso indifese e/o smilitarizzate. Riguardo il settembre dell'ottantadue, le responsabilità politiche sono molteplici, e pensare di assolvere chicchessia forse rasenta l'idiozia.

    Un Sorriso
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    1. Non pensavo di assolvere, pensavo di chiarire la questione degli autori materiali della strage.

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  3. Soldino guadagnato.

    Però il parallelo fra i soldati israeliani in Libano e le forze ONU in Bosnia è, a mio avviso, assolutamente inappropriato.

    Gli israeliani in Libano erano una delle forze combattenti direttamente coinvolte nel conflitto, non una forza di pace inviata dall'ONU. Erano un esercito di occupazione (nello specifico ha poco senso discettare se fosse nel loro diritto stare lì, se abbiano fatto bene o male).
    Le milizie cristiano-maronite erano esattamente un'altra delle forze in campo, schierate dalla parte degli israeliani, con i quali avevano rapporti costanti.
    Il rapporto fra le forze di Mladic e il contingente ONU era molto differente: il contingente ONU avrebbe dovuto fungere da arbitro, non era "in squadra" con Mladic.
    In sostanza le forze ONU peccarono di eccessiva esitazione, di ignavia e non furono in grado di dissuadere Mladic (e Arkan) dal compiere il massacro.

    Le forze israeliane invece diedero il "via libera" ai maroniti che difficilmente avrebbero agito senza il medesimo. Quindi se vogliamo da un punto di vista morale, la reponsabilità è ancora peggiore: hanno fatto svolgere il lavoro sporco da altri invece di svolgerlo in prima persona.
    Infatti mentre l'ONU non aveva alcun tornaconto nell'eliminazione di qualche migliaio di bosniaci, almeno da un punto di vista militare l'eliminazione di qualche migliaio di profughi palestinesi ha invece risolto qualche problema alle forze israeliane che combattevano in libano.

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    1. Niente è mai uguale a niente, ovvio, resta il fatto che gli israeliani non sono stati autori materiali della strage. Che l'abbiano favorita o semplicemente non l'abbiano impedita è questione che fu dibattuta, ma si finì per archiviare il caso perché non si trovarono prove di ciò che lei dà per scontato, cioè che gli israeliani "hanno fatto svolgere il lavoro sporco da altri invece di svolgerlo in prima persona". Saprebbe fornirle, così eventualmente riapriamo l'istruttoria?

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    2. Io volevo semplicemente farle notare che le differenze sono tali e così sostanziali che il paragone che lei fa pare proprio tirato per i capelli.

      No, non ho nessun elemento o prova nuova, resta il fatto che molti fatti più che noti (il forte collegamento e coordinamento con le milizie che entrarono nel campo, ad esempio, o il fatto che le forze israeliane circondassero il campo impedendo a chiunque di uscirne) difficilmente possono portare a conclusioni differenti. Poi sono impressioni e conclusioni personali, giacchè difficilmente si vede arrivare alle fine di "questioni dibattute" e di istruttorie senza che rimangano convinzioni in un senso o nell'altro. Infatti probabilmente lei è convinto che fu solo omissione e non favoreggiamento, io ho maturato un'opinione differente.

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    3. Rispetto le sue sensazioni personali, ma mi dica: chi materialmente compì la strage, gli israeliani o i cristiano-maroniti?

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    4. Materialmente furono senz'altro i cristiano-maroniti, non mi pare di averlo mai messo in dubbio. Materialmente.

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    5. Quanto poi a responsabilità ecco quanto concluse la Commissione Kahan.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Kahan

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    6. Conoscevo, conoscevo. A proposito, lei sa che quella commissione fu voluta dal governo israeliano? Sì, sono sicuro che lo sa. Saprà pure che c'è stata un'archiviazione per le imputazioni mosse ad Ariel Sharon (www.hrw.org/reports/2006/ij0606/6.htm). Ma sa che i caschi blu olandesi di stanza in Bosnia sono stati condannati? Pare - ripeto: pare - che le questioni morali stiano a margine dell'accertamento di un reato e della valutazione della sua punibilità.

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    7. So benissimo che fu voluta dal governo israeliano, come so che per molti aspetti, in particolare le responsabilità eventuali del Mossad, fu inevitabilmente, interposto il segreto militare. Le assicuro che non ho nessuna prevenzione verso Israele.

      Però quell'assoluzione che lei mi cita ricorda un po' quella di Andreotti di buongiorniana memoria ... cioè nel caso specifico il Belgio riconobbe che non poteva vantare la giurisdizione su crimini contro l'umanità in qualsiasi parte del mondo, come prevedeva una legge emanata in quegli anni, nè richiedere l'imputabilità per un primo ministro in carica di un altro paese. Non fu un verdetto di assoluzione nei confronti di Sharon, si rinunciò a giudicarlo.

      D'altronde il tribunale dell'Aja assolse la Serbia per Srebrenica, questo la porta ad affermare con sicurezza che Milosevic non c'entri niente con la vicenda?

      Per quanto riguarda i caschi blu non mi pare di aver negato le loro respnsabilità, ho semplicemente evidenziato la profonda diversità di contesto e di ruolo.

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  4. Vero.
    Ci sarebbe pero` da aggiungere che ci sono altri massacri (“Cast Lead”) ben piu` gravi per i quali gli israeliani non hanno pagato.

    Gigi

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    1. Qui si discuteva di Sabra e Shatila.

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    2. Giusto, non lo mettevo in discussione..

      Gigi

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  5. La Sua pazienza mi lascia sempre stupito. Io avrei già imbracciato un Uzi. Sempre utile passar di qua; stia bene.
    Ghino La Ganga

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    1. E a Malvino un piccolo inchino e baciamano.. non lo vogliamo proprio fare?
      Su`, Ghino, non sia timido..

      Gigi

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    2. Per Gigi:
      Sono eterosessuale, e non credente. Spiace deluderLa. Stia bene.
      Ghino La Ganga

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    3. E Gigi ha avuto il fatto suo.
      [Gentilmente, Gigi, non obietti, perché le lascerei il commento in moderazione. Ero stato tentato di farlo col precedente, poi ha prevalso la certezza che Ghino sapesse darle il dovuto. Detesto i battibecchi tra i commenti, soprattutto quando si tratta di scazzi personali.]

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  6. Se non l'avete già fatto vi consiglio di vedere "Valzer con Bashir", un film d'animazione sul massacro di Sabra e Shatila.

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    1. ...e se non l'avete già fatto, vi consiglio di vedere "la ciociara", un film sulle vicissitudini di due donne durante una guerra fra tedeschi e MAROCCHINI.

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  7. Intanto, per come hai risposto all'anonimo del 2 c.m., voglio dirti che sei un emerito cafone.
    Non intervenire, anzi, assecondare un massacro equivale al prendervi parte senza sporcarsi le mani (cosa ancor più infame)
    Poi, di Jenin, Nablus, Ramallah e tante altre scorrerie che sai dire a discolpa degli ebrei?

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    1. Cerca la rissa? Oggi ho la fiacca, ripassi.

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  8. Le vittime di Srebenica non erano profughi di una sistematica pulizia etnica operata dall'ONU.

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    1. Sì, ho sentito anch'io questa voce di una sistematica pulizia etnica che Israele andrebbe compiendo ai danni dei palestinesi, ma mi son sempre chiesto perché non cominci dai palestinesi che vivono in Israele - bene, a quanto pare - e che sarebbe facilissimo sterminare. Non dev'essere cosa sistematica, tanto meno etnica, forse non è nemmeno pulizia.

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  9. Perché i palestinesi che vivono in Israele sono i sopravvisuti della pulizia etnica. L'85% dei palestinesi che risiedevano nei territori assegnati dall'ONU ai sionisti nel '47 furono espulsi dal neonato stato di Israele nel '48, e poi ancora negli anni '60. Tra questi, i profughi di Sabra e Chatila. Adesso l'hai sentito dire.

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    1. E' ricostruzione di parte. Sarà mica pure lei un palestinese cui l'Onu ha rubato casa per darla a un sionista?

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  10. Per favore, non darmi del lei.

    Visto che ci tieni ai fatti nudi e puri ("chi materialmente compì la strage, gli israeliani o i cristiano-maroniti?"), non ti dispiacerà se me ne frego della tua personalissima opinione sulla faziosità della mia "ricostruzione" e mi limito a ripetere un fatto: gli abitanti di Sabra e Chatila erano profughi scampati alla pulizia su base etnico-religiosa che i sionisti hanno operato nelle terre assegnate loro dall'ONU (e ben oltre) durante la Nakba del '47-'48, e ancora negli anni '60. Non gli sarà dispiaciuto chiudere entrambi gli occhi nell'82. Vedi The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949 di Benny Morris, storico israeliano filosionista. Se vuoi una ricostruzione di uno storico israeliano inviso in patria, vedi Ilan Pappe, vedi The ethnic cleansing of Palestine.

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    1. Saprebbe consigliarmi qualche storico palestinese sensibile alle ragioni di Israele?

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    2. Suvvia Malvino, può fare di meglio, questa è davvero scarsa.

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  11. Comunque no, mio figlio si chiama Isacco e sono circonciso.

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    1. Mi tolga una curiosità. Se fosse perseguitato dappertutto, dove andrebbe a rifugiarsi? Pardon, pongo la domanda in altro modo: a chi esproprierebbe terra? E farebbe da sé o chiederebbe all'Onu?

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    2. La banalità del male: Se fossi perseguitato, andrei anch'io a infliggere le tremende ingiustizie di cui sono stato vittima a persone più deboli e indifese di me? Francamente non lo so (mi piace pensare di no), ma se lo facessi sarebbe una mia grave colpa.

      Per fiacchezza lascio perdere il discorso sulla storiografia palestinese.

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  12. @ tomate
    Le ricordo che nel '47 l'Onu aveva dato dei territori non solo agli ebrei ma anche agli arabi. E che se la guerra del '48 scoppiò non fu certo a causa d'Israele. Si si stupisce che poi vi siano stati degli "espulsi" cosa debbo pensare, che non è suo uso consultare libri di storia?

    In generale è vero che ci sono delle differenze sostanziali tra ciò che accadde in Bosnia e Sabra e Shatila, però vanno ricercate ab ovo: perché Israele era in Libano nell'82? Qual era il pensiero di Karadžić riguardo i bosgnacchi?

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    1. Che valore legale ha quella risoluzione (GA-181)?
      Il punto è cruciale.

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  13. > Le ricordo che nel '47 l'Onu aveva dato dei territori non solo agli ebrei ma anche agli arabi.

    So what? Non stava certo scritto nel piano di spartizione che gli arabi dovessero essere espulsi da dove stavano, ma solo che ci sarebbero stati due stati ad etnia mista. (Tra l'altro, i Palestinesi non furono consultati dall'ONU, e Israele ebbe subito l'occasione per espandersi ben oltre i territori che gli erano stati assegnati, in Galilea, nel Negev, e verso Gerusalemme).

    > E che se la guerra del '48 scoppiò non fu certo a causa d'Israele.

    La guerra del '48 contro gli stati arabi confinanti è successiva alla pulizia etnica, che marciava già a vele spiegate durante la fine del Mandato Britannico. Ed in ogni caso non si capisce perché per combattere una guerra sarebbe necessario espellere l'85% della propria popolazione, che nel momento della dichiarazione dello Stato d'Israele era effettivamente popolazione israeliana.

    > Si si stupisce che poi vi siano stati degli "espulsi" cosa debbo pensare, che non è suo uso consultare libri di storia?

    La storia è piena di merda, non ne ho dubbi.

    > In generale è vero che ci sono delle differenze sostanziali tra ciò che accadde in Bosnia e Sabra e Shatila,

    Una è quella che ho segnalato io: gli israeliani all'epoca avevano tutto l'interesse a chiudere entrambi gli occhi.

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    1. A dire la verità, non è facile stabilire quanti arabi siano stati cacciati, e quanti se ne siano andati spontaneamente - convinti che presto gli ebrei sarebbero stati ricacciati in mare.

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    2. Se erano convinti che gli ebrei se ne sarebbero andati, perché sono scappati? Ma davvero, qualcuno ancora crede alla favola che intere comunità che avevano vissuto per centinaia di anni in un territorio che aveva sopportato ogni dominazione, dagli ottomani al colonialismo inglese, se ne siano spontaneamente andate per lasciar spazio agli eserciti invasori? O non è forse più probabile che le abbia spinte fuori dalla propria terra amata il terrore? In ogni caso, se anche se ne fossero andate spontanemante, perché non possono farvi ritorno


      ... ma ormai mi sa che sono da solo. E' una passione che mi lascia solo.

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    3. Non sei solo, credimi, in molti hanno a cuore la questione.
      Tuttavia non so come si possa negare la complessità della ricostruzione di questa pagina storica [questa in particolare; perchè che il piano di partizione UNSCOP fosse fallato se ne accorse persino la commisione ONU che lo rivide - ed è quanto dire...].

      Sicuramente ci sono stati episodi di terrorismo su base etnica [uno, quello della Alexandroni a Tantura, portato alla luce proprio da (uno studente di) Pappé, è proprio quello cui seguì l'importante polemica con Morris], ormai sono in pochi a negarlo; al massimo qualcuno (vedi Morris) lo rivendica come "male necessario" - cosa eventualmente deplorevole ma comunque distinta da una negazione/rimozione.

      Tuttavia è difficile distinguere in maniera precisa dove finiscano le dinamiche di guerra e dove inizi il terrorismo; come si fa a stabilire con esattezza quante persone hanno lasciato la propria casa su richiesta delle leadership (interne od esterne) arabe e/o per l'avvicinarsi della guerra stessa, e quante invece per paura di subire violenze da parte ebraica?, e queste paure: quante erano frutto (diretto o indiretto) di azioni efferate, e quante invece di una percezione distorta o di altre meccaniche tipiche di un conflitto del genere?, e soprattutto: qual è la soglia esatta superata la quale non si può più parlare di episodicità bensì di sistematicità?

      La questione, per fortuna, è molto studiata, anche - se non soprattutto - in Israele, per quanto ultimamente le cose lì volgano innegabilmente in peggio. Io, più che per la storia, mi preoccuperei per il processo di pace, che sembra rimandato ad altre epoche; e lì la passione non aiuta. E poi, a proposito di pagine di storia dimenticate, qui da noi l'altro giorno abbiamo inaugurato un monumento a Graziani; le uniche obiezioni sono state sui costi...

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  14. @Tomate.

    Ma si è mai visto un popolo oggetto di "una sistematica pulizia etnica" che continua a crescere?

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    1. Questa l'ho sentita anche sotto forma di barzelletta (del cazzo). Se facessi la stessa, schifosa affermazione per gli ebrei?
      Li perseguitano dal tempo dei romani ed ora sono molto più numerosi che allora. Che risate.

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  15. @ tomate
    Ora però dovrebbe cortesemente fornire le fonti riguardanti un paio di sue locuzioni:
    1)"Tra l'altro, i Palestinesi non furono consultati dall'ONU..."
    2)"La guerra del '48 contro gli stati arabi confinanti è successiva alla pulizia etnica, che marciava già a vele spiegate durante la fine del Mandato Britannico."

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  16. L'85% di vari milioni non è il 100%, ma sono ancora vari milioni (circa 7 si stima nei campi profughi Palestinesi oggi). Basta a chiamarla pulizia etnica? Che poi il restante 15% sia molto prolifico, è un'altra faccenda. Ed il fatto che sia il maggior cruccio degli ebrei israeliani testimonia del razzismo di una nazione.

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  17. Marcello, i libri di Ilan Pappe sono buoni punti dove cominciare.

    Per quanto riguarda 2), se vuoi una testimonianza anche più diretta, puoi dare un'occhiata ai diari integrali di David Ben Gurion, padre dello stato di Israele e criminale di guerra non riconosciuto, particolarmente per quanto riguarda le riunioni della Consulta ben precedenti all'inizio dell'ostilità con Siria, Giordania, Iraq ed Egitto. Potrai così trovare parole come "pulizia", "ramazza", "purezza" ed una lista di villaggi ripuliti dall'Haganà e dall'Irgun ben prima dell'inizio dell'intervento degli stati arabi confinanti. "Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome", per usare le parole di Abba Eban, ambasciatore israeliano all'ONU nel 1981.

    Per quanto riguarda 1), quando la commissione ONU fece visita in Palestina nel 1947, si trovò accolta da una diplomazia sionista strutturata e integrata con gli inglesi mandatari (d'altra parte erano stati gli inglesi ad aprire ai "focolari nazionali ebrei" in Palestina su pressioni della potente lobby ebraica in Inghilterra). Inutile dire che la diplomazia palestinese quasi non esisteva e non aveva ascolto. E' un eufemismo poi che il giudizio della commissione risentì del peso dell'Olocausto, assistendo ad Haifa allo sbarco di ebrei scampati che erano stati tragicamente rimpallati da uno stato europeo all'altro prima di finalmente arrivare, esausti, in Palestina. Tuttavia alcuni dei suoi membri ebbero effettivamente la curiosità di consultare degli emissari arabi, i quali si dissero contrari alla spartizione della terra e preferivano una soluzione integrata. Solo pochi mesi dopo la proclamazione dello Stato di Israele il mediatore ONU stese un rapporto in cui diceva che la risoluzione di spartizione era stata un errore e che bisognava ritornare sui propri passi. Fu ucciso da fanatici sionisti.

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  18. E nel frattempo nessuno ricorda l'altra Sabra e Chatila
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/05/19/sabra_e_chatila.html

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  19. se si tratta di ebrei (spesso erroneamente confusi, con MOLTA onestà intellettuale...) con Israele, sono tutti storici.
    Se si parla di aborto, tutti genetisti.
    e via dicendo.
    per fortuna ci sono i cialtroni come me, che si fermano al dato, e proseguono sgomenti. un caro saluto, Malvino.
    klingsor

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