domenica 13 giugno 2010

Il Merdaccia



Sfoglio un vecchio numero di Semana (I/3, 12.3.1940) che celebra il primo anno del pontificato di Pio XII.
È il marzo del 1940 e l’Europa è un rogo sempre più incandescente, con poche eccezioni, una delle quali è proprio la Spagna, che se ne terrà fuori. Francisco Franco ha vinto la guerra civile (1936-1939) e si prepara a diventare l’unico fascista che resterà saldo al potere dopo la caduta di tutti i fascismi europei alla fine della seconda guerra mondiale, proprio grazie al suo tenersi defilato, praticamente neutrale. È che deve consolidare la vittoria interna sul comunismo, che ha avuto nella Chiesa un fortissimo alleato.
Pio XII è un papa che piace molto a Franco e una rivista filogovernativa come Semana non ne fa mistero, celebrando in questo numero fra le molte virtù del Pacelli quella più simpatica al regime franchista: l’anticomunismo. E però non la si può celebrare in modo esplicito, perché questo potrebbe imbarazzare il Papato: c’è delicatezza verso un altro tipo di neutralità, quella santa della Chiesa, certamente anticomunista ma da qualche tempo anche antifascista.
C’è un unico modo per dire quanto la Spagna di Franco senta vicino il Papa e quanto gli sia grata per il contributo che ha dato al fascismo spagnolo nella vittoria interna sul comunismo: mandargli insegne militari da benedire. E qui è la volta che tocca alla Marina militare.


“Vuestra profesión de marinos españoles Nos trae a la memoria quella provídenciales carabelas de la España misionera, verdaderas auxiliares de las naves de San Pedro…”. Stiamo parlando della Marina militare che Franco ha ormai definitivamente purgato di ogni ammiraglio che non gli sia stato fedele, a cominciare dai responsabili dell’ostruzione fattagli a Gibilterra dal cacciatorpediniere “Lepanto”, che nell’agosto del 1936 gli aveva ostacolato lo sbarco della sua “Armata d’Africa”.
In ginocchio innanzi al Papa ci sono militari fascistissimi e al Merdaccia paiono provvidenziali ausiliari della evangelizzazione, scorta armata in mare della fragile navicella di San Pietro. Sennò perché Merdaccia?

3 commenti:

  1. Uno stato etico timido e stronzo.
    E' ovvio che Pio12 gradisca.
    Bel post.

    RispondiElimina
  2. In quella foto batte decimo sesto nella mia classifica su chi non vorrei incontrare per strada al buio!
    Il titolo poi riassume perfettamente in una parola tutto il tuo splendido articolo.
    Grazie!

    RispondiElimina
  3. Potrebbe risultare interessante rintracciare il discorso pronunciato dal Pacelli in occasione del XXIV Congresso eucaristico internazionale di Budapest (25-30 maggio 1938), nel corso del quale il merdaccia aveva affermato la compatibilità della Chiesa anche con i regimi definiti totalitari, sempre sulla base di un mutuo rispetto. Più tardi, divenuto pontefice, il Pacelli vi si era richiamato affermando: «in questo discorso sono contenute le linee programmatiche del mio pontificato» (R. Canosa, Pacelli. Guerra civile spagnola e nazismo, Sapere 2000, Roma 2009, p. 297).

    Inoltre, sempre nel medesimo discorso, esistono più che evidenti tracce di antisemitismo: «All'epoca del congresso vi era nel Paese un clima di crescente antisemitismo, e il governo si apprestava ad approvare le prime leggi antiebraiche. Il segretario di Stato Vaticano Eugenio Pacelli pronunciò un discorso in cui si riferiva agli ebrei come al popolo “che ancora oggi maledice Cristo con le labbra e lo rifiuta con il cuore”» (M. Phayer, La Chiesa cattolica e l'Olocausto, Newton & C., Roma 2001, p. 18).

    Saluti.
    Alfio.

    RispondiElimina